Tropea

Tropea tra storia e luoghi

Tropea

Tropea è un comune di 6.843 abitanti appartenente alla provincia di Vibo Valentia; si estende sui bordi marini del piccolo massiccio granitico del Poro che determina una notevole sporgenza del profilo costiero fra i golfi di Sant’Eufemia e di Gioia Tauro, e che digrada verso il mare con una quadruplice serie di terrazzi. Tropea sorge appunto sul gradino più basso dell’altopiano e il suo abitato occupa una vasta rupe di arenarie mioceniche che strapiomba a nord, sud e ovest sopra un lembo sabbioso di spiaggia, a cui si sono congiunti due grossi frammenti insulari: lo scoglio di S. Leonardo e la cosiddetta isola di S. Maria.

Storia Le origini e lo sviluppo della città. AI di là del fatto che da importanti ricerche archeologiche si evince che nel sito fin da epoche protostoriche si poteva registrare la presenza dell’uomo – non si ha, comunque, nessun riferimento storico alla città fino al 535, quando si sa per certo che Belisario la presidiò assieme ad Amantea, Reggio e Gerace. Durante il periodo bizantino i segni della romanità tendono man mano a scomparire sopraffatti dal neoellenismo bizantino: l’espressione maggiore di questo fenomeno è il passaggio della Chiesa dal rito latino al rito greco. La scoperta sul finire dell’Ottocento di due piccoli cimiteri cristiani risalenti al IVsecolo, le cui lapidi e simboli sono di intonazione latina, ha messo in evidenza che la città fu antichissimo focolare di cristianesimo. Il periodo dal VII al x secolo è segnato dalle incursioni degli Arabi che coinvolsero profondamente la città. La cessazione delle invasioni saracene si ebbe soltanto nel secondo quarto dell’XI secolo, quando i territori dominati dagli Arabi furono conquistati dai Normanni. Sotto i nuovi dominatori, che tennero la Calabria fino al 1186, Tropea godette di molti benefici di cui il più importante a carattere fondamentalmente religioso: i Normanni riportarono nel 1094 la Chiesa al rito latino e si ebbe l’incorporamento nella diocesi di Tropea di quella soppressa di Amantea. Il punto focale della storia tropeana è però legato all’avvento degli Aragonesi nel 1442. La fedeltà che la città mostrò ad Alfonso V d’Aragona e a Ferdinando II, le valse molti privilegi che la resero uno dei luoghi più importanti e fiorenti della Calabria. In particolare Tropea fu dichiarata città di demanio regio ed esentata da qualunque gabella. Organizzazione amministrativa e urbanistica. La città continuò a mantenere il suo prestigio anche durante la successiva dominazione spagnola. Da tutti i sovrani di Napoli ebbe, infatti, la conferma dei privilegi demaniali e fu istituita in «università» con poteri su 23 villaggi. Questa organizzazione del territorio basata sulla contrapposizione fra civitas e burgus, però, a lungo andare, fu causa di non pochi malcontenti soprattutto fra la gente dei casali che si vedeva assoggettata alle famiglie della nobiltà tropeana con forti disparità principalmente nella ripartizione delle tasse. L’università era amministrata dai duoviri, eletti annualmente nella misura di uno per ciascuno dei ceti dominanti nella città cioè nobili e piccola borghesia. Nel 1703 i due ceti furono strutturati in due Sedili distinti (il Sedile era una, organizzazione propria del Regno di Napoli, per la difesa dei diritti di classe e in special modo di quelli fiscali): verrà pertanto in tal modo definitivamente codificata quella separazione di classi che perdurerà per tutto il XVIII secolo. L’amministrazione della città continuò così fino al 1797, quando cioè le rivolte e le ribellioni dei casali nei confronti della città la infransero; peraltro l’interruzione di questo sistema di governo coincise con l’abrogazione in tutto il Regno di Napoli della organizzazione dei Sedili. “‘ Tutti gli eventi storici ora richiamati ebbero, evidentemente, un riflesso sull’assetto urbano: una ricostruzione certa e puntuale, tuttavia, per Tropea è impossibile poiché i frequenti terremoti che sconvolsero la Calabria influirono sempre notevolmente a modificarne l’organizzazione urbanistica. La più evidente dimostrazione di ciò si ebbe negli anni seguenti al terremoto del 1783. In quel periodo, infatti, il tessuto urbano fu seriamente sconvolto dagli interventi che l’ingegnere Sintes, inviato dalla corte di Napoli per rimediare ai danni del sisma, vi compì, iniziando a realizzare una sua proposta barocca di aggiornamento e di ampliamento della città fondata non solo sul recupero di alcune preesistenze seriali dell’organismo urbano, ma anche sulla creazione di molte piazze nonché sull’allargamento delle strade principali con la maggiore regolarizzazione possibile del loro tracciato e sulla chiusura di alcuni dei piccoli vicoli caratteristici. Inoltre, a scopo preventivo per eventuali futuri sismi, fu proposta la riduzione delle altezze degli-èdifici con conseguente demolizione dei piani più alti. Questo progetto pure se molto contrastato riuscì a essere portato a termine con uno smembramento del tessuto dell’antica città. Gli scavi effettuati nel Novecento hanno permesso di stabilire che l’originario tessuto urbano doveva essere di matrice altomedievale o tardoromana; tuttavia il fatto più importante emerso dalle indagini è che nel corso dei secoli si è sempre operato sullo stesso suolo e secondo la fitta trama stradale preesistente. In altre parole, allorché si rendeva necessaria la demolizione di un edificio esso veniva ricostruito sullo stesso luogo adeguandone la forma al gusto. L’espansione recente. Dopo gli smembramenti del Sintes, sul finire dell’Ottocento furono attuati altri interventi: a parte la demolizione del Castello con la cinta delle mura e delle torri, si diede vita a un nuovo asse viario, il corso Vittorio Emanuele; furono, inoltre, aperte la strada di discesa alla Marina e la via Margherita di Savoia a ridosso della vecchia cinta muraria; per ultimo, con l’espropriazione, da parte del Comune, delle aree agricole circostanti il vecchio centro, si diede alla città la possibilità di espandersi ulteriormente.

Da Visitare Il punto di partenza per la visita al centro storico di Tropea è !’ingresso meridionale al corso Vittorio Emanuele dove è collocata Porta Nuova, costruita in seguito al sisma del 1783. Percorrendo corso Vittorio Emanuele si incrocia a destra via Glorizio dove sorge palazzo Toraldo, edificio patrizio ornato di un ricco portale litico, sorto nel sito dell’antico Castello. Nel suo sottosuolo fu ritrovata una necropoli paleocristiana i cui resti, risalenti al IV secolo a.C., costituiscono una ricchissima collezione epigrafica. Proseguendo per il corso si incontra, sulla sinistra, piazza Mercato su cui si affacciano due chiesette: una dedicata a S. Caterina e l’altra a S. Giuseppe, quest’ultima contenente cinque tele del pittore tropeano Grimaldi (sec. XVIII),che illustrano la vita della Madonna. Poco più in là si giunge nella piazza centrale della città, detta di Ercole, ove operava il Sedile della Nobiltà in un severo palazzo seicentesco con un austero prospetto in granito, oggi sede del Circolo Galluppi. Al centro della piazza è il monumento a Pasquale Galluppi, eretto nel 1885 in onore del filosofo tropeano. Prendendo per via Roma si giunge allargo Duomo in cui, sul punto più elevato della città medievale, sorge la Cattedrale. L’epoca di costruzione risale all’inizio della dominazione normanna ed è in pratica contemporanea al passaggio della Chiesa dal rito greco al rito latino; successivamente fu rifatta con un diverso orientamento verso l’anno 1163.Fra il xv e il XVIsecolo l’edificio fu sottoposto nuovamente a considerevoli trasformazioni e modifiche:l’abside fu allungata di alcuni metri e le pareti ricoperte di uno strato di intonaco che nascose quasi completamente l’originaria articolazione e la tinteggiatura policroma; !’interno venne stravolto dalla pomposità del rimaneggiamento barocco. Fu ancora soggetto a trasformazioni per rimediare ai danni provocati dai vari terremoti e deturpato da decorazioni di stampo neoclassico nel 1785:infine, venne riportato in parte alle forme primitive, con eliminazione del transetto, negli anni 1926-29. La facciata ha un portale ogivale a falso protiro, in gran parte recente, e, a sinistra, un portale minore: in alto è posta una statua settecentesca rappresentante la Madonna col Bambino. La fiancata sinistra presenta in basso una doppia serie di false finestre alternativamente sovrapposte, motivo assai frequente nell’architettura normanna siciliana;in alto, al di là del tetto spiovente di una navata, si ripete, in una serie unica di finestre, un motivo di decorazione a conci di pietra chiari e scuri. L’interno è trinavato e triabsidato: le navate sono divise da un duplice filare di pilastri litici ottagonali, rifatti sugli antichi ritrovati, sormontati da arcate ogivali; le absidi sono semicircolari e ornatissime con arcate gotiche e monofore. La visita dà modo di ammirare molte opere d’arte, fra cui il grande Crocifisso Nero, scultura quattro-cinquecentesca scolpita in legno scurissimo, quasi nero (da cui il nome) di incerta provenienza partenopea o toscana, e l’immagine della veneratissima «Madonna di Romania», protettrice della città. Tornando su via Roma una visita spetta all’antico Palazzo Vescovile per il Tesoro della Cattedrale ivi custodito e di cui merita una particolare attenzione il Bacolo Pastorale, opera che, secondo la tradizione, sarebbe stata donata da Ruggero il Normanno nell’xI secolo al vescovo di Tropea. Dal largo Duomosi può imboccare la stretta via Boiano, nel cuore della città antica; percorrendola si noterà al n. 8 il vistoso portale barocco di casa Braghò del 1721.Vi consigliamo di soffermarvi sui ricchi portali all’interno del centro storico. Sono generalmente in conci litici quasi sempre granitici con bugne variamente conformate: a cuscino, a punta di diamante, a baule o in contorni geometrici; in questo senso il portale di casa Braghò si differenzia alquanto per gli eccessi ornamentali di carattere barocco. Per ammirare meglio questa varietà di portali si può prendere la via Dardano; si potrà qui osservare il portale del palazzo già Cesareo,del 1734,realizzato con bugne alternate a doppia punta di diamante e a cuscino. Prendendo a destra si imbocca via Aragona, lungo la quale si vedono altri due portali di cui quello della casa Mottola Braccio caratteristico per la maschera anti-malocchio nella chiave d’arco. Giunti in piazza Toraldo-Grimaldi, ci si immette a destra nel vicolo Garibaldi che sbocca nel largo Galluppi su cui insistono la casa Fazzari, costruzione settecentesca su strutture medievali, l’Ospizio di S. Rita, già casa Collareto e la chiesa di S. Demetrio, già di S. Francesco d’Assisi: un edificio a unica navata eretto nel 1295,rifatto nel 1661.L’esterno è in stile gotico riccamente ornato, con portale litico a sesto ogivale sormontato da un bozzetto figurato a rilievo con animali e fiori e da uno stemma dinastico degli Angioini. L’interno è un esempio di architettura medievale, a conci lapidei, con resti di affreschi trecenteschi; in fondo alla navata, la cappella gotica di S. Pietro ad Ripas, impiantata sull’antico oratorio duecentesco di S. Demetrio, già di S. Margherita, di cui rimangono tracce di affreschi nelle pareti e nella volta. Attraversato largo Municipio, sulla cui destra è l’ottocentesco palazzo Giffone affiancato dalla chiesa dei Nobili, databile a fine Settecento, si incontra la chiesa dei Liguorini, già dei Gesuiti. Dopo la Cattedrale è questo l’edificio di culto più interessante del centro storico: ha un impianto a croce greca di fondazione rinascimentale rifatto in forme barocche. Oltrepassato largo Gesuiti, dalla via Lauro si ritorna sul corso Vittorio Emanuele. Siamo ora all’ingresso nord, dal quale attraverso una balconata si può godere la vista panoramica dello scoglio di S. Leonardo e dell’isoletta di S. Maria, sormontata da un pittoresco santuario benedettino di fondazione medievale. Proseguendo a sinistra del corso, ci si immette sul largo Ruffa ove si affacciano la chiesa di S. Chiara, e il palazzo Toraldo-D’Amore, complessa e interessante costruzione. Attraversato largo Calzerano, sulla via Abate Sergio si ha modo di visitare la chiesa della Pietà, piccolo oratorio quattrocentesco, con elementi architettonici romanici, restaurato sullo scorcio che nel XVI secolo. Ritornando e prendendo per via Pietro Vianeo, si esce sul largo Guglielmini dove si trova il settecentesco palazzo Tocco,nella cui facciata barocca sono individuabili elementi di grande interesse: il portale bugnato, la balaustra lapidea sorretta da mensoloni litici, e infine, i bei balconi con ringhiere in ferro battuto del tipo «a pancia». Percorsa, infine, via Indipendenza, sulla cui sinistra è individuabile un altro interessante palazzo, questa volta ottocentesco (casa Gabrielli), si giunge nello spiazzo della Villetta dell’Isola, dalla cui balconata è possibile godere della suggestiva veduta di un mare ancora incontaminato.

Ipotesi sulla Fondazione Sulla Fondazione di Tropea, molte sono le ipotesi e le supposizioni che vari studiosi hanno avanzato circa il nome di colui che in tempi remoti, gettò le fondamenta di questa cittadina. Dai documenti di Strabone, Plinio e Coropilata, possiamo scorgere di una cittadina chiamata Portercole, ma gli studiosi si chiedono ancora se questa corrisponde all’attuale città di Tropea. Altre derivazioni etimologiche fanno capo a tropaea, sostantivo latino che indica i trofei o monumenti della vittoria quali colonne o stele di pietra. Secondo Luigi Grimaldi, Tropea deriverebbe dal greco e significherebbe nutrice, appellativo dato a Giunone, alla quale sarebbe stata dedicata da Ercole la città da lui fondata, per quella che era la sua nutrice.

Colonizzazioni Tra il VIII ed il V secolo a.C, a seguito della venuta dei Greci, la Calabria vide un periodo di splendida prosperità grazie alla costruzione di numerosi porti commerciali. A seguito del declino della Magna Grecia, la Calabria divenne dominio Bizantino modificando la struttura da commerciale a a postazione di difesa. A tal motivo venne edificata la cinta Muraria che rappresentava la maggior difesa di Tropea. In essa si aprivano due grandi porte di cui oggi resta solo il nome: la Porta a Mare e la Porta Vaticana. Intorno al 732 e il 733 si profilava all’orizzonte la dinastia araba. I Saraceni, infatti, avevano conquistato la Sicilia e si spingevano ora verso le coste Calabresi. Tropea non riusci a respingere l’attacco e fu costretta a sottomettersi al popolo arabo che qui vi rimase per molti anni. In epoca più recente, attorno al 1500, Tropea venne colonizzata dagli Spagnoli che qui fondarono il borgo tropeano. A seguito gli abitanti della cittadina crebbero progressivamente dando potere a tanti piccoli paesini che la circondavano: i Casali. Questi erano villaggi gravitanti il territorio tropeano (etimologia= “sembra Tropea e ventiquattro casali” quando si vuole indicare una vasta zona). I paesi governati da Tropea erano Parghelia, Alafito, Zaccanopoli, Fitili, Daffinà, Daffinacello, San Giovanni, Zambrone, Drapia, Gasponi, Santa Domenica, Ciaramenti, Brattirò, Caridi, Carciadi, Spilinga, Panaia, Lampazoni, Barbalaconi, Orsigliadi, Brivadi e San Nicolò. Questi erano i villaggi assoggettati a Tropea che li governava fissandone tasse e commerciandone i suoi prodotti. In parecchie occasioni però, i villaggi si ribellavano ai gravi fiscali imposti dai tropeani e in una in particolare, il Vicerè dovette intervenire.

Monumenti

  • La cattedrale di Tropea, è attualmente il monumento cattolico più importante di Tropea. Durante i recenti scavi per restauro, è stato scoperto ed accertato il più antico edificio di culto, un oratorio di forma rettangolare di epoca non ancora definita. La cattedrale venne Costruita nel VI secolo quando il popolo, usciti i greci, tornarono al rito latino. Nel 1928 la Cattedrale di Tropea venne ristrutturata apportando una innovativa modifica e avvicinandola maggiormente alle tipiche nozioni architettoniche clericali.
  • Il Santuario di S. Maria dell’Isola, si erge su uno scoglio prospiciente la città di Tropea ed è da anni la carta di identità di Tropea. Il terremoto del 1905 distrusse gran parte dell’edificio che in seguito venne ricostruito modificandone l’originale struttura.
  • La Chiesa dell’Annunziata fu eretta da Carlo V nel 1535. La leggenda vuole che il re, durante un viaggio in mare, subi numerose difficoltà a causa di una forte tempesta nella notte che impaurì l’equipaggio della nave. Questi però si salvarono sentendo il suono di una campana provenire da Tropea e riuscirono a raggiungere la Costa. A tal motivo, Carlo V decise di far costruire, a ringraziamento, un luogo di culto da donare ai tropeani.

Personaggi Illustri

  • Don Mottola nacque a Tropea nel 1901 e morì nel 1969. Diventato sacerdote, iniziò a dedicare la sua vita alle persone più bisognose, fondando un istituto che accogliesse bambine che avevano problemi familiari. La stessa venne poi ripetuta a Limbadi, poi a Vibo Valentia, a Roma e a Corello. A seguito venne iniziato il progetto destinato agli anziani più bisognosi che venne però ultimato dopo la morte del sacerdote, nacque così il Villaggio don Mottola.
  • In Calabria, nel XV secolo, si affermò la Scuola di Chirurgia fondata da Vincenzo Vianeo. La tecnica da loro usata per gli interventi chirurgici era molto innovativa per il periodo e sembrava quasi magica, come molti autori scriveranno.
  • Pacquale Galluppi nacque a Tropea nella seconda metà del settecento ed è conosciuto in tutto il mondo per il suo pensiero. La filosofia e la matematica furono le materie della sua passione trascurando per esse gli studi di Giurisprudenza che il padre voleva intraprendesse.

Eventi a Tropea

  • La sagra della cipolla rossa di Tropea e del pesce azzurro è una coloratissima festa gastronomica che da anni ravviva il Luglio tropeano. Dai grandi banconi allestiti, vengono serviti sarde fritte e molte varietà di pesce azzurro. In prima fila resta la cipolla rossa, prodotto conosciuto in tutto il mondo tanto da richiederne il marchio IGP.
  • La fiera dell’Annunziata si celebra il 23 Marzo lungo la strada di Via Libertà. Fino a pochi anni fa, la fiera presentava numerose bancarelle che vendevano animali ed era un’occasione per i contadini, di fare importanti acquisti valevoli tutto l’anno

Economia Tropea è una cittadina prettamente turistica considerata spesso come il centro del turismo della Calabria grazie al connubio tra i numerosi, alberghi, villaggi, appartamenti e il mare cristallino unitosi alla storia di questo territorio.

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